| Racconti | |
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| BRENDA le mie foto | |
| Che incubo quando alla
morfologica mi avevano detto che la bimba aveva qualcosa che non andava...Era
tutto a posto,ossa,funzioni vitali,l'unica cosa"strana"era che non si vedeva
la vescica,eppure il liquido amniotico c'era e in giusta quantità,tutto
funzionava come doveva,ma quella vescica non compariva nel monitor dell'ecografo.
Si trattava di estrofia vescicale,una malformazione congenita molto rara che
riguarda soprattutto i maschietti,quindi rarissima per una femmina. Da quel
giorno sono cominciati i colloqui con i chirurghi perché questa
malformazione richiede vari interventi a partire dalla nascita. Nonostante
questa diagnosi ho trascorso i seguenti mesi di gravidanza abbastanza
serenamente. Dentro di me sapevo benissimo che dopo la nascita della mia
bimba ci sarebbe stato un periodo molto duro, mi ero imposta però di non
pensarci e di non crearmi sensi d'angoscia, per la mia serenità ma
soprattutto per la tranquillità di mia figlia;avrei affrontato tutto quando
sarebbe arrivato il momento. E ovviamente il momento arrivò... Brenda è nata
all'ospedale "Infermi" di Rimini, in molti la stavano aspettando: dottori e
infermieri del reparto di patologia neonatale avevano già preparato una
stanzetta tutta per lei; i chirurghi erano pronti e preparati per questo
inconsueto intervento (il primo a Rimini) e così a soli due giorni dalla
nascita la mia piccola stava già affrontando il primo dei vari interventi
futuri. Sia io che mio marito sapevamo da mesi cosa ci aspettava, eravamo
pronti, ma per certe cose non si è mai completamente pronti; finché non ci
si trova lì, a tu per tu con l'accavallamento di tante emozioni...è inutile,
puoi prepararti psicologicamente per mesi e mesi, puoi essere rassicurata da
tutti i dottori che vuoi, ma quando arriva il momento cancelli tutto e sei
sola: tu, tuo marito e la tua piccola creatura per cui non puoi fare
niente...Almeno era così che la pensavo i primi giorni di degenza di Brenda,
poi invece scopri, anzi, capisci, che sei tutt'altro che sola: i medici e
gli infermieri si prendevano cura di lei con una professionalità e dolcezza
che fusi insieme erano il risultato della miglior medicina di questo
mondo:l'amore. E poi con il passare dei giorni, quando finalmente riesci ad
alzare la testa e guardare anche al di là del letto di tua figlia, ti
accorgi che ci sono altri genitori nella tua stessa situazione che come te
stanno lottando con e per i loro figli. E magari sono proprio quelle persone
che ti vengono vicino per assicurarti che quel dolore che ora hai nel cuore
non è così invalicabile come sembra, che quella realtà così surreale in cui
sei stata catapultata improvvisamente sarà solo un'esperienza da cui uscire
con tante cose nel cuore: amore per la vita, coraggio e forza da donare ai
tuoi figli. GRAZIE quindi a tutti coloro che hanno vissuto e stanno seguendo
tutt'ora il caso della mia piccola Brenda. Eleonora & Paolo |
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